EFFETTO CORONAVIRUS SUI MUTUI E SCENARI FUTURI
A poco più di un mese dalla comparsa del coronavirus in Italia, si iniziano a vedere gli effetti che il covid-19 sta avendo sull’economia, in particolar modo, sui mutui.
L’effetto Coronavirus sui mutui: mai così bassi
Il tasso d’interesse che ogni banca applica a un mutuo si compone infatti di due valori. Il primo è un tasso di interesse ufficiale, differente per i mutui a tasso fisso e i mutui a tasso variabile, ma comunque definito dalla Banca Centrale in base a due indici ben noti: Euribor ed Eurirs.
L’altro è lo spread bancario, il ricarico sul finanziamento che la banca si riserva per il capitale prestato. Solo per fare un esempio, attualmente lo spread praticato dalle prime 5 banche che offrono i migliori 5 mutui del mercato, è inferiore allo 0,50% (dati MutuiOnline.it, riferiti a un mutuo di 100.000 a 20 anni per un valore dell’immobile di 200.000 euro).
Euribor ed Eurirs segnano attualmente solo valori negativi o pari a zero e sono storicamente ai livelli più bassi di sempre: a queste condizioni, quello che può fare la differenza tra un mutuo conveniente e uno meno conveniente è proprio lo spread praticato dalla banca. Per questo, diventa fondamentale quando si cerca un mutuo confrontare le offerte sul mercato.
Gli italiani riscoprono la casa. E richiedono i mutui online
Ecco come in questi giorni in cui si è dato inizio all’isolamento forzato delle famiglie italiane, l’attenzione sembra essersi spostata sui valori più importanti e sui beni fonte di sicurezza e solidità. La casa è uno di questi, e lo dimostra la crescita in tutto il Paese della richiesta di mutui online, con in testa le regioni del Centro e del Nord, storicamente più dinamiche sia dal punto di vista economico che immobiliare.
“Nelle regioni centrali d’italia, le richieste di mutui online sono cresciute tra gennaio e febbraio a un ritmo del 10% in più rispetto alla media nazionale se confrontati con i valori del 2019”- spiega Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline.it. “Tra le regioni maggiori, spetta al Lazio il primato della crescita, con +16% davanti a Lombardia e Toscana, entrambe con +6%.
Le misure già in atto sui mutui a seguito dell’emergenza
Intanto sono già operative le misure del decreto Covid-19 riservate a chi ha un Isee inferiore ai 30.000 euro.
Chi ha un contratto di mutuo prima casa e ha subito la riduzione dell’orario o la sospensione dal lavoro in seguito all’allarme Coronavirus, può richiedere il congelamento delle rate per un massimo di 18 mesi.
La misura riguarda indistintamente tutti gli intestatari, quindi residenti in tutta Italia, ormai dal 9 marzo dichiarata Zona Protetta. È tuttavia necessario che si rientri in alcuni casi definiti:
- il mutuo deve essere prima casa e non destinato a un’abitazione di lusso;
- il finanziamento deve essere stato stipulato da oltre un anno;
- la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro devono essere avvenute nei tre anni precedenti alla richiesta;
- il capitale residuo del mutuo non può essere superiore a 250.000 euro;
- l’Isee del mutuatario non può essere superiore ai 30.000 euro;
- non si può essere in ritardo con il pagamento delle rate per più di 90 giorni.
Come possiamo immaginare il futuro legato ai mutui e al mercato immobiliare?
Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline.it, uno dei maggiori esperti italiani in tema di mutui risponde:
serve mantenere la calma e continuare come sempre a valutare con attenzione il passo che si è in grado di fare. Per l’emergenza Coronavirus sono già stati messi in atto i meccanismi di tutela, come la sospensione delle rate per i mutui prima casa per le fasce di consumatori economicamente più deboli. Quindi il sistema si attiva per prevenire eventuali insolvenze. Il mercato dovrebbe ripartire con la ripresa dell’economia e della fiducia. Queste condizioni sono sempre la stella polare del mercato.
In sintesi la nota positiva in questo marasma generale è il ribasso degli indici IRS ed EURIBOR che hanno messo al tappeto il costo del denaro.
La FED (Federal Reserve – banca americana) per contrastare questa onda anomala che ha portato al ribasso tutte le borse internazionali, ha abbassato i tassi d’interesse prima di uno 0.5% e successivamente di un ulteriore 0,25% portando ad un conseguente calo degli indici appena menzionati che si sono assestati di poco superiore allo zero %.
Ad oggi, l’Eurirs così in flessione si attesta allo 0.5% per mutui di durata ventennale e allo 0.70% per finanziamenti trentennali, facendo scendere il Taeg applicato sui mutui a tasso fisso dallo 0,95% allo 0,88%
Tutto questo fa ben sperare soprattutto il mercato immobiliare e l’economia generale del paese.
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